La personalità del ragazzo

Nessuno è schiavo del proprio carattere, a meno che non lo voglia. Sentirsi attirati dall'idea di essere una persona sincera e leale, che non si intestardisce, ad esempio, aiuta a tenere a freno la naturale propensione ad avere ragione a tutti i costi, a sfinire gli altri pretendendo che accettino i

torti che non hanno.

La decisione di amare la verità modifica, anche se non completamente, il carattere. Una tale tensione al valore aiuta la persona a contrastare la tendenza ad essere testarda e bugiarda, alimentando in questo modo la sana autostima.

La scelta dei valori è relativamente indipendente dalla capacità educativa della famiglia. È ampiamente influenzata dai mass media, dalla cultura dominante, dagli incontri e dalle frequentazioni amicali. La fascinazione del potere e l'ideale di vita della sopraffazione “uccide” gli aspetti di sensibilità psicologica che avrebbero orientato il ragazzo ad apprezzare e vivere rapporti rispettosi e paritari. I valori “cambiano” il carattere.

I genitori in effetti sono molto importanti, ma non determinanti. La scelta degli ideali di vita del figlio infatti non è meno decisiva delle loro capacità educative. L'eredità valoriale della famiglia può essere accettata o rifiutata, gli insegnamenti dei genitori fatti propri o rispediti al mittente.

Chi decide di vivere “facendo il furbo” deve necessariamente sovrascrivere l'innata sensazione di giustizia che regola i buoni rapporti. Diventerà più facilmente opportunista, bugiardo, sleale, facendo progressivamente morire la parte buona, rispettosa, corretta. Toglierà vita agli aspetti migliori di sé, alla bontà naturale pur presente nel suo carattere.

Chi è dominato dal bisogno di sentirsi superiore agli altri accentuerà la critica malevola, tenderà a svalutare, ad inferiorizzarla. Si nutrirà del disprezzo degli altri fino ad esserne divorato.

Un domani, i bisogni egocentrici, confermati dalle scelte di valore coerenti con essi, possono annullare progressivamente la capacità di “amare” attraverso l'esercizio della propria professione, distogliendola dal ricercare in modo disinteressato il bene altrui.

E non è mai troppo tardi: alcune rose possono fiorire anche a dicembre. Tale è il “segreto” per rinnovare la vita: togliere le pietre accumulate sopra la sorgente permettendo all'acqua di zampillare, alla vita di fluire nuovamente. Per sentirsi vivi, ancora, più di prima.

 

Articolo di lunedì 29 Giugno 2026

Rubrica "Fede e Società"

di Don Salvatore Rinald

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