A Venafro riapre al culto la chiesa barocca di Santa Chiara

Nel pomeriggio di giovedì 11 Agosto ha riaperto al culto, a Venafro, la bellissima chiesa di Santa Chiara adiacente l’attiguo monastero delle clarisse divenuto, agli inizi del ‘900, sede dell’importante Museo Archeologico Nazionale e custode della storia dell’antica Venafrum. 

La chiesa aveva chiuso le porte ai fedeli più di quarant’anni fa e, dopo un periodo di abbandono, è stata interessata da lavori di restauro – predisposti dalla Soprintendenza del Molise – che hanno riportato all’originario splendore il luogo di culto. Infatti, se si eccettuano recenti ed occasionali visite guidate, la chiesa non aveva più aperto le porte a fedeli e a quanti volessero visitarla.

Il Vescovo Camillo Cibotti ha celebrato la Santa Messa, insieme al parroco Don Salvatore Rinaldi e ad altri sacerdoti della città, proprio nel giorno in cui ricorre la memoria liturgica di Santa Chiara d’Assisi. Monsignor Cibotti si è auspicato che tale luogo di culto non si limiti ad essere meta esclusiva di visite guidate, ma possa divenire un luogo di preghiera e di Celebrazioni Eucaristiche.

Durante la sua omelia, il vescovo ha sottolineato come questa chiesa, sebbene barocca, sia essenziale e priva di sfarzi e ciò non contrasta con la semplicità, la povertà e l’umiltà alla base della regola di vita di Chiara e Francesco. Una regola di vita che il nostro Pastore invita a riscoprire al fine di mitigare l’eccessivo consumismo e materialismo che caratterizzano l’attuale società.

Molte sono state le persone che hanno partecipato alla riapertura della piccola chiesa in via Garibaldi, un tempo chiamata popolarmente “via delle Monache”. Tante le persone più in là con gli anni e tanti gli anziani che hanno potuto nuovamente varcare il portale di questo piccolo gioiello architettonico immergendosi nei ricordi del passato. Numerosi anche i giovani che per la prima volta hanno potuto ammirare una chiesa ai più sconosciuta. Chiesa che, durante la seconda guerra mondiale, ha ospitato centinaia di soldati polacchi per pregare o per partecipare alla celebrazione della Santa Messa.

Le prime notizie relative alla costruzione della chiesa di Santa Chiara e dell’attiguo monastero risalgono agli inizi del seicento quando Nicolò Valletta e Ippolita Valletta – come ci ricorda anche un’epigrafe posta all’ingresso della chiesa – destinarono la loro eredità alla costruzione di una chiesa e di un monastero di clausura in cui potessero trovare sede le clarisse dell’ordine di San Francesco. Ci troviamo nel periodo di ampliamento della cinta urbana della città di Venafro, proprio nelle adiacenze della così detta porta del “Giudice Guglielmo”.

La chiesa di Santa Chiara non è molto grande e affiancata dall’imponente monastero passa quasi inosservata agli occhi dei più. La facciata è semplice e caratterizzata da alcune nicchie in cui sono raffigurati santi. L’interno si presenta ad un’unica navata con volta a botte decorata da stucchi e affreschi. Su entrambe le pareti laterali sono presenti tre altari sormontati da angeli in stucco e ciascuno di essi è ornato da tele di pregio risalenti al seicento e al settecento. Il marmoreo altare maggiore è sovrastato da colonne lignee che incorniciano la pregevole tela rappresentante la Madonna con Bambino e i Santi Francesco d’Assisi e Chiara attribuita a Brunetti da Oratino e collocabile temporalmente intorno al 1660 circa.

La vita di clausura delle clarisse è testimoniata dalla presenza di numerose grate che nascondevano le monache alla vista dei fedeli. Al di sopra dell’altare maggiore le suore partecipavano alla Celebrazione Eucaristica sedendo dietro questo fitto reticolo di grate. Anche dietro l’altare maggiore ritroviamo un’ulteriore grata attraverso la quale le suore potevano ricevere l’Eucarestia dal sacerdote. La vita di clausura dell’attiguo convento è evidenziata anche dall’antico confessionale con l’apertura delle griglie rivolta all’interno del monastero e dal coro ligneo completamente coperto dalla presenza di grate. Sulla destra del presbiterio è collocato il pregevole pulpito ligneo finemente decorato con intarsi policromi. Altrettanto importante e di grande valore è l’originaria pavimentazione seicentesca costituita da piastrelle decorate con motivi floreali.

 

La chiesa di Santa Chiara rappresenta un piccolo gioiello barocco che, dopo anni di chiusura, torna nella piena disponibilità di fedeli e visitatori. La sua apertura segna un importante passo in avanti nel recupero dell’importante e grandioso patrimonio architettonico, storico e religioso della città di Venafro.

 

Vincenzo D'Ottavio

Scrivi commento

Commenti: 0