L'origine del cosmo e dell'uomo

Numerosi interrogativi si pongono: Come si è costituita la vita? Mediante la creazione diretta di Dio, oppure attraverso una legge iscritta nella materia? E l’uomo, quale genesi ha seguito? Due le tesi più conosciute: quella evoluzionista e quella creazionista.

TESI EVOLUZIONISTA: La tesi evoluzionista che ebbe origine nel XIX secolo in un clima culturale caratterizzato dal positivismo è il caposaldo della moderna biologia. Interpreta l’universo come l’effetto e la conseguenza di un processo di sviluppo naturale. “Padre”dell’evoluzionismo fu C. Darwin (1809-1882), autore del trattato: “L’origine delle specie”, nel quale illustrò che le specie viventi, compreso l’uomo, scaturirono l’una dall’altra; le più complesse dalle meno problematiche, mediante processi di trasformazione innestati dal mutamento naturale.

Qual è l’opinione della Chiesa cattolica? Ci poniamo questo interrogativo per superare una convinzione alquanto diffusa: che il pensiero religioso sia inconciliabile con quello scientifico, scordando, ad esempio, che la teoria del “Big Bang” fu formulata nel 1927 dal sacerdote belga G. E. Lemaître (1894-1966) che parlò di “ipotesi dell’atomo primigenio”. Solo venti anni dopo lo scienziato F. Hoyle (1915-2001) diede a questa teoria scientifica il nome di “Big Bang”, col quale oggi è nota.

A seguito di decenni di discussione e di confronti, l’opinione attuale della Chiesa cattolica è riassunta da G. De Rosa: “Il ‘fatto’ dell’evoluzione della vita sul pianeta terra – cioè il passaggio per evoluzione, vale a dire per trasformazione degli organismi gli uni negli altri, nel corso dei tempi geologici – sembra scientificamente accertato, tanto che oggi non si qualifica più l’evoluzione dei viventi come semplice ‘ipotesi’ che deve essere confermata o convalidata, ma si parla di ‘teoria dell’evoluzione biologica’” (G. De Rosa, L’origine dell’uomo. Evoluzione e creazione, Civiltà Cattolica, 2 aprile 2005, p.12.). Rimane però carente, tra i ricercatori, la consonanza sulle spiegazioni delle cause e dei meccanismi.

La Dottrina cattolica, consapevole della scorrettezza di fare asserire alla scienza o alla fede ciò che non possono affermare non rientrando nel loro orizzonte conoscitivo, ammette l’ipotesi evoluzionista, purché si attesti che l’uomo non è “un prodotto del caso” ma desiderato dal Creatore a sua immagine e somiglianza. Così si pronunciò san Giovanni Paolo II, il 22 ottobre 1996: “Nella sua enciclica Humani Generis (1950), il mio predecessore Pio XII aveva già affermato non esservi opposizione tra evoluzione e dottrina della fede perché non si perdessero di vista alcuni punti fermi. Occorre definire bene il senso della Scrittura, scartando le interpretazioni indotte che le fanno dire ciò che non è nella sua intenzione di dire. La Humani Generis’ considera la teoria dell’evoluzione un’ipotesi seria.

Dopo circa mezzo secolo, nuove conoscenze inducono a non considerarla più una mera ipotesi. È degno di nota che questa teoria si imposta all’attenzione dei ricercatori a seguito di una serie di scoperte fatte nelle diverse discipline del sapere. La convergenza non ricercata né provocata dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri, costituisce di per sé un argomento a favore di questa teoria” (Giovanni Paolo II, Discorso al Seminario per il 60° anniversario della rifondazione della Pontificia Accademia delle Scienze, 22 ottobre 1996).

Papa Francesco, il 28 ottobre 2014, parlando alla Pontificia Accademia delle Scienze fu ancora più esplicito: “Il Big Bang, che oggi si pone all’origine del mondo, non contraddice l’intervento creatore divino ma lo esige. L’evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione, perché l’evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono”. Dunque, la Chiesa cattolica, malgrado i “distinguo” evidenziati, ammette l’evoluzionismo. 

 

di don Salvatore Rinaldi

Rubrica "Fede e Società"

Articolo di lunedì 19 Febbraio 2018

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