Parrocchia e giovani in ascolto

«#Giovani&Chiesa è un progetto di pastorale digitale che fa del Sinodo 2018 un tempo favorevole per incoraggiare esperienze finalizzate a un uscire nel mondo digitale e imparare ad abitarlo […] L’intento è quello di amplificare nel continente digitale messaggi dal Sinodo, affinché tutti possano sentirsi “uditori”, e di dare la parola proprio a partire da quei messaggi, ovvero permettere l’espressione di attese, opinioni e storie, e l’instaurarsi di dialoghi. […]

#Giovani &Chiesa è promosso dal Centro di Orientamento Pastorale (COP), in intesa con il Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), e in partnership con la Diocesi Sora – Cassino – Aquino – Pontecorvo, con la quale il COP ha siglato un accordo di collaborazione per ricerca e sperimentazione in ambito di pastorale digitale. #Giovani&Chiesa è una proposta rivolta esplicitamente a istituzioni formative quali la parrocchia, la scuola e il seminario e che auspica la partecipazione di esperti di pastorale. Grazie alla “visibilità pubblica” dei contenuti e al “passaparola”, è proposta potenzialmente aperta a tutti. […] La sua piattaforma web esprime essenzialmente tre macro aree: “Messaggi dal Sinodo”, “Sinodo 2018”, “La tua voce”. Le prime due sono informative, la terza è laboratoriale […] ed esprime quattro stanze laboratoriali: “Voci dalla parrocchia” (per realtà giovanili), “Voci dalla scuola” (principalmente per le III, IV, V classi delle scuole superiori), “Voci dal seminario” (per gruppi di seminaristi), “Forum di pastorale” (per esperti). […] #Giovani&Chiesa prevede per ciascuna stanza laboratoriale più laboratori: ciascun laboratorio avrà come traccia un messaggio dal Sinodo. Per partecipare occorrerà iscriversi alla stanza laboratoriale di competenza e ottenere la validazione delle credenziali di accesso. Ad accesso eseguito, scelta la traccia ci si potrà esprimere su di essa oppure su interventi di altri utenti» (cfr. www.centroorientamentopastorale.it)

Anche noi giovani della parrocchia “San Giovanni in Platea” di Venafro, guidati dal nostro parroco don Salvatore Rinaldi – come previsto dal progetto – abbiamo aderito a questo interessante progetto e per questo, nell’arco delle ultime settimane, ci siamo già incontrati e confrontati più volte sulle prime 4 tracce proposte: saper “ascoltare”; “abitare bene” internet e i social; la parola “vocazione” e rompere il ghiaccio su “corpo, affettività e sessualità”. A questo punto del percorso possiamo affermare che siamo soddisfatti dei contributi venuti fuori finora dal nostro lavoro corale, facendo parte del nostro gruppo parrocchiale giovani che sono espressione delle diverse realtà presenti nella piccola porzione di popolo di Dio affidata al nostro parroco: scout Agesci, oratorio, Pastorale Giovanile, gruppo ministranti, coro parrocchiale, operatori del Consultorio Familiare “Il Girasole”, catechisti e Azione Cattolica. Ma oltre al lavoro corale tra noi, l’aspetto del progetto che ci sta risultando sempre più interessante è l’interazione con gli altri gruppi. È tutto visibile e riscontrabile sul sito del COP, dove è possibile ad esempio notare che le prime 4 tracce proposte hanno generato tra le varie stanze laboratori già oltre 50 interventi. E la discussione si fa sempre più coinvolgente se prendiamo in analisi anche le numerose condivisioni su Facebook dei singoli interventi. Per non parlare poi della possibilità potenzialmente illimitata dei non iscritti al progetto di attingere comunque dal sito materiali utili per i più svariati impieghi pastorali. Non possiamo negare le gratificazioni e gli stimoli positivi che ci giungono dal sapere di “essere letti” e dal toccare con mano i riscontri che nascono dai nostri piccoli interventi. Restiamo sì con i piedi per terra, consapevoli di essere una “piccola goccia nell’oceano”, ciò però non ci impedisce di impegnarci nel tentativo quotidiano di “fare del nostro meglio” e di cercare di “giocare bene la nostra parte”. Alla luce di quanto espresso finora, troviamo quindi questo progetto un utile servizio ulteriore, che va ad aggiungersi ai tanti già offerti gratuitamente dal COP.

Da una lettura attenta del n. 51 dell’Evangelii Gaudium di papa Francesco, ne è venuto fuori il n. 3 dell’Instrumentum laboris, nel quale è possibile leggere: «Riconoscere. Il primo passaggio è quello dello sguardo e dell’ascolto. Richiede umiltà, prossimità ed empatia, così da entrare in sintonia. Interpretare. Il secondo passaggio è un ritorno su ciò che si è riconosciuto ricorrendo a criteri di interpretazione e valutazione a partire da uno sguardo di fede. Scegliere. Solo alla luce della vocazione accolta è possibile comprendere a quali passi concreti ci chiama lo Spirito e in che direzione muoverci per rispondere alla Sua chiamata». Riteniamo che questo progetto sia già un primo tentativo da parte del COP di mettere in pratica quanto auspicato da Papa Francesco e dai Vescovi e di condurre altri a fare altrettanto. Nel progetto è necessario anzitutto “ascoltare” l’altro con “umiltà”, farsi “prossimi” per riuscire a lavorare bene e poi successivamente anche a vedere i frutti del lavoro. Il nostro aderire da subito al progetto #Giovani&Chiesa, porta con sé un vivo auspicio: ci auguriamo che questo strumento contribuirà a portare anche molti giovani altrimenti non attratti – attraverso un uso sano e corretto della rete – all’incontro, attraverso i vari messaggi proposti e condivisi, con la Buona Notizia dell’Uomo di Nazareth, l’unica in grado di rispondere alla domanda ontologica dell’uomo di ogni tempo sul senso della vita.

 

di don Salvatore Rinaldi

Articolo di lunedì 19 Novembre 2018

Rubrica "Fede e Società"

 

 

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